Iacchitè: Caso Cosenza. Intervenga il Procuratore della Repubblica per condotte persecutorie

Tribunale di Cosenza

Iacchitè : Granata (Legalità Democratica), intervenga il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cosenza, Dr. Mario Spagnuolo, per condotte persecutorie .

Da oltre quattro anni, prima  il giornale “La Provincia cosentina” e poi un sito denominato Iacchitè gestito da diffamatori professionisti, al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica – non potendo certo parlare del diritto di cronaca – in quanto vi è’ una gratuita aggressione al Sindaco della città di Cosenza e al sottoscritto nella mia qualità di Presidente del Consorzio Valle Crati, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle legittime iniziative amministrative poste in essere dal Comune di Cosenza e dal Consorzio Valle Crati. In pochi mesi ho presentato tre denunce alla Procura della Repubblica che delineano un chiaro quadro di diffamazione reiterata e continua e che delineano vere e proprie condotte persecutorie. Vi è di più sono note le innumerevoli denunce presentate dal Sindaco della città di Cosenza. Come mai già con le varie condanne in primo grado e gli oltre 150 procedimenti a carico di Iacchite’, i pubblici ministeri del tribunale di Cosenza non intervengono.

Tra le principali ipotesi di rilievo deontologico che interessano il magistrato del pubblico ministero viene in rilievo il fenomeno dell’omissione nel compimento di attività doverose durante la fase delle indagini preliminari, tra cui possono annoverarsi:  il mancato rispetto dei termini previsti per la conclusione delle indagini preliminari; la vera e propria inerzia investigativa, ossia il mancato compimento di qualsivoglia attività e la mancata assunzione di determinazioni in ordine all’esercizio dell’azione penale, trascorso un lasso di tempo dalla scadenza dei termini di cui agli articoli 405,406 e 407, cod. proc. Pen., oltre ogni ragionevolezza .

Per questi motivi, chiediamo l’intervento del Procuratore della Repubblica di Cosenza.

Al Procuratore della Repubblica di Cosenza Spagnuolo, più controlli sull’operato dei pubblici ministeri

Tribunale di Cosenza

Al Procuratore della Repubblica di Cosenza Spagnuolo, più controlli sull’operato dei pubblici ministeri

Il caso noto sull’inchiesta relativa sulo stock di tessere elettorali trovate nella sede del PSE, induce alcune riflessioni : Tra le principali ipotesi di rilievo deontologico che interessano il magistrato del pubblico ministero viene in rilievo il fenomeno dell’omissione nel compimento di attività doverose durante la fase delle indagini preliminari, tra cui possono annoverarsi: – la tardiva ovvero l’intempestiva iscrizione del nominativo della persona sottoposta ad indagini nel registro di cui all’articolo 335, cod. proc. pen.; – l’omessa vigilanza sugli ausiliari o sulla polizia giudiziaria che non rispettano i termini stabiliti per l’espletamento dell’incarico ovvero delle investigazioni delegate; – il mancato rispetto dei termini previsti per la conclusione delle indagini preliminari; – la vera e propria inerzia investigativa, ossia il mancato compimento di qualsivoglia attività e la mancata assunzione di determinazioni in ordine all’esercizio dell’azione penale, trascorso un lasso di tempo dalla scadenza dei termini di cui agli articoli 405, 406 e 407, cod. proc. pen., oltre ogni ragionevolezza. Per questo motivi il Procuratore della Repubblica di Cosenza dovrebbe esercitare più controlli sull’operato dei pubblici ministeri .

Iacchite’ : Intervenga il Procuratore Mario Spagnuolo, condotte persecutorie .

Tribunale di Cosenza

Iacchitè : Intervenga il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cosenza, Dr. Mario Spagnuolo, terza denuncia presentata all’autorita’ giudiziaria, condotte persecutorie.

Da oltre quattro anni, prima  il giornale “La provincia cosentina” e poi un sito denominato Iacchitè gestito da diffamatori professionisti, al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica – non potendo certo parlare del diritto di cronaca – in quanto vi è’ una gratuita aggressione al sindaco della città di Cosenza e al sottoscritto nella mia qualità di Presidente del Consorzio Valle Crati, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle legittime iniziative amministrative poste in essere dal Comune di Cosenza e dal Consorzio Valle Crati. In pochi mesi ho presentato tre denunce alla Procura della Repubblica che delineano un chiaro quadro di diffamazione reiterata e continua e che delineano vere e proprie condotte persecutorie. Come mai già con le varie condanne in primo grado e gli oltre 150 procedimenti a carico di Iacchite’, la Procura della Repubblica di Cosenza non interviene in maniera adeguata .