Perché qui in Italia cosi tanti magistrati da scortare. A volte si esagera ?

Quattromila agenti

Insomma, ce l’hanno davvero in tanti, la scorta di Stato in Italia. L’elenco minuzioso e dettagliato è stato pubblicato dal quotidiano Il Tempo. Sono circa quattromila, del resto, gli agenti che utilizziamo a rotazione per proteggere poco meno di seicento persone. L’Italia è il paese che fa più uso delle scorte. Austria, Danimarca, Francia e Inghilterra hanno la metà delle scorte italiane. Ci sono anche meno pericoli?

Status symbol

La polemica sulla scorta come status symbol è vecchia come la casta, ormai. A volte si esagera, certo. Ci sono scorte necessarie, che vanno considerate misure di civiltà. Ma forse uno sguardo più di dettaglio può far emergere qualche incongruenza. Intanto, la prima, è proprio sui numeri. Perchè qui così tanta gente da scortare e all’estero, pur in una situazione di tensione per il terrorismo, molta meno?

REAGIRE AL GOLPE GIUDIZIARIO: BERLUSCONI NON CI SENTE

Silvio Berlusconi

Si accumulano gli episodi, le occasioni capaci di far sentire anche ai sordi e di far vedere anche ai ciechi che, mentre stiamo cincischiando con i numeri e, soprattutto, con la fantasia perché i partiti (o sedicenti tali) diano prova di “senso della responsabilità” appoggiando un governo degli irresponsabili, come tali e perché tali eletti in Parlamento, la verità della situazione attuale è che l’ala “riformatrice” del golpismo giudiziario è quella che sta dando gli ultimi colpi alla Repubblica ed alle istituzioni democratiche.
La Corte dei Conti che impianta un giudizio di “responsabilità” nei confronti di Berlusconi per aver provocato (??!!??) la crisi “illegittima” del governo Prodi; il GIP di Roma che incrimina un avvocato perché ha fatto il suo dovere di difensore e rischia di far assolvere i clienti, sono solo i casi, in fondo i più grotteschi, di una quotidiana, inarrestata demolizione dei principi basilari dei liberi ordinamenti, questioni tra le tantissime alle quali non fa più caso nessuno, come ben poco si è fatto caso a quelle ora citate.
Si è dato più rilievo ad un ennesimo episodio di “squadrismo giudiziario” in danno di un fondo di beneficenza e soccorso (lo “squadrismo giudiziario”, intendiamoci, è cosa gravissima e inammissibile!) piuttosto che a queste manifestazioni di sfregio dei principi, questi tentativi di seppellire quel che resta delle norme di garanzia.
Il fatto più grave è che a non “accorgersi” (si fa per dire) di questo progressivo fenomeno di erosione e di disintegrazione dei principi di libertà sono proprio le vittime. Da parte di Berlusconi e di Forza Italia, l’unica reazione all’irruzione della Corte dei Conti nella “valutazione” della crisi del governo Prodi è stata quella della “ingiustizia” di averla fatta risalire al caso della pretesa violazione del vincolo di mandato e di procurato passaggio all’opposizione di De Gregorio, mentre i voti che mancavano a Prodi furono cinque o sei di altrettanti Parlamentari che lasciarono la maggioranza.
Così per il caso “dell’eccesso di difesa” dell’Avvocato Tagliaferri. E’ stata più netta la reazione di cittadini qualsiasi che non degli Avvocati.
Ieri la parola fine messa dalla Corte di Cassazione alle isterie giudiziarie in danno di Berlusconi per il “caso Ruby” hanno, su “Il Giornale” del Cavaliere provocato una reazione tutta personale. C’è un “caso Boccassini”. In un altro Paese la Boccassini sarebbe costretta a cambiar mestiere. Aggiungiamo che nel nostro Paese a cambiar mestiere dovrebbero essere non meno di un migliaio di magistrati tra asini, fanatici, assatanati, corrotti, ricercatori di pubblicità e di successo politico.
Ma l’esistenza di un “caso Boccassini” è conseguenziale e marginale. Il problema è il Partito dei Magistrati, quello fatto di personaggi come la Boccassini ma anche di altro genere e levatura. Ma che è il brodo di coltura, il seminario dello “squadrismo giudiziario”, il presupposto e la finalità di esso.
Trovate chi capisce la differenza.
Troviamoci assieme, esprimiamo pubblicamente il nostro consenso a queste chiare proposizioni ed avremo il partito della rivolta liberale.
Se no restate pure “moderatamente” brontoloni. E succubi.

Mauro Mellini
16.03.2018

MAURO MELLINI: ALLARME! LA CORTE DEI CONTI DISTRUGGE LA COSTITUZIONE

 

Mauro Mellini

E dire che c’è chi si preoccupa di salvare la Repubblica dai rigurgiti fascisti e reazionari con un po’ di carcere per chi fa il “saluto romano”!!
E’ in corso una esplicita, tipica e sostanziale operazione golpista, un formale, ma non solo formale golpe in piena regola contro la Repubblica Democratica e le sue istituzioni fondamentali, tale per ogni Paese che voglia considerarsi ed essere libero. Un golpe delle toghe e della loro invadenza ed asinità (una miscela venefica mortale). Non si tratta dei P.M. e dei giudici penali (che pure, come vedremo, hanno avuto la loro immancabile parte in questa vicenda). Sono i magistrati della Procura della Corte dei Conti.
Allarme! (Alle armi!!) c’è da lanciare il grido della rivolta, da chiamare la gente a fare le barricate attorno alla Corte dei Conti che “ha affidato alla Guardia di Finanza” una indagine sull’andamento dello spread a cavallo delle dimissioni di Romano Prodi nel maggio 2008, aumentato vorticosamente col Governo Berlusconi che ne fu il successore.
Secondo la Procura della Corte dei Conti quelle dimissioni erano “illegittime”, frutto di un atto delittuoso di Silvio Berlusconi, che quindi dovrebbe pagare i danni, perché la maggioranza di cui “godeva” Prodi era stata “alterata illegittimamente” con il passaggio del Senatore Sergio De Gregorio passato “illegittimamente all’opposizione” (!!!!) per le mene corruttrici di Forza Italia.
“Illecito” il passaggio all’opposizione di De Gregorio, illecita la crisi di governo e le dimissioni Prodi (non solo per il voto di De Gregorio!). Frutto e conseguenza di tale illecito l’aumento dello spread (caduta del valore dei titoli di Stato, se non erro).
Responsabilità per il “danno di immagine” della Repubblica Italiana e per il danno finanziario della caduta del valore dei titoli di Stato.
Mettete (cioè mettono, i magistrati della Corte dei Conti) assieme queste stronzate e ipotizzano che Berlusconi “ha da pagare”.
Sulle dimissioni del Senatore Di Gregorio i magistrati ordinari di Procura e Tribunale di Napoli avevano imbastito, in violazione esplicita degli articoli 67 e 68 primo comma della Costituzione, un processo per “corruzione” a carico del “transfuga” e del “compratore”, naturalmente Berlusconi. Poi esso è finito con una scontata pronunzia della prescrizione, la norma “bestia nera” dei magistrati italiani, che specie per certe materie e certi potenziali imputati, hanno una spiccata vocazione archeologica, alla quale sacrificano volentieri la loro preziosa attenzione per i più efferati e manifesti reati che non comportano invasioni sul campo della politica e della storia.
I magistrati della Corte dei Conti si sono impadroniti dell’immondizia del “caso” napoletano e ne hanno tratto la “logica” conseguenza. Quella che, semmai, avrebbe dovuto essere presente a P.M. e giudici di Napoli per rendersi conto che il divieto stabilito dagli art. 67 (divieto di “vincolo del mandato”) e 68 1° comma (incensurabilità penale e civile di quanto compiuto relativamente all’esercizio del mandato parlamentare) non è un “odioso privilegio” di deputati e senatori, ma è norma fondamentale di salvaguardia di tutto il sistema delle Democrazie e delle libere istituzioni. E si sono fatti giudici della vita e della caduta dei governi della Repubblica.
Lasciamo che i golpisti di Viale Mazzini portino avanti il loro disegno delittuoso (obiettivamente tale anche a voler concedere la mancanza di dolo per insuperabile ignoranza) e che “completino” l’operazione sostanzialmente golpista dei magistrati di Napoli e potremo dover prendere atto che l’art. 1 della Costituzione è stato manomesso e stravolto con la forza dell’abuso della giurisdizione e dell’ignoranza cui essa si ispira e che d’ora in poi dovrebbe suonare così:
“L’Italia è una Repubblica oligarchica fondata sull’abuso della funzione giudiziaria”.
“La sovranità appartiene formalmente al Popolo solo perché l’ignoranza e la supponenza di chiunque eserciti una funzione giurisdizionale possa farsene beffa”.
Allarme (alle armi, magari non letali, pomodori, uova marce, pernacchie).
Cittadini! A Viale Mazzini! Alle barricate della ragione e del buon senso!
Mauro Mellini

14.03.2018

P.S. Provo a leggere un articolo “in difesa” di Berlusconi e contro la Corte dei Conti.
Sono impressionato dalla incapacità di un giornalista come Gabriele Barberis e di un quotidiano come “Il Giornale” di dire una pura e semplice parola che ridicolizzi (o mandi a quel paese) la pretesa del potere giudiziario di stabilire quali sono i costi di governo giusti e quelli “illegittimi”.
E’ impressionante la serie di “moderate” cazzate per rispondere ad un colpo di Stato.

M.M.

Legalità Democratica : Basta con i vecchi giochi di potere. In Calabria serve una rivoluzione liberale.

La morte del PD ci lascia, con il nodo politico e con l’eredità legittima e testamentaria al Grillismo ed alla cultura dell’incultura , con una struttura del  potere già deformata, una oligarchia, egemone di funzionari e soprattutto di magistrati, con la loro visione Komeneista ( senza il Corano) della società e del potere, con la ridicola tifoseria dell’analfabetismo ed il suo populismo . Siamo arrivati al fondo del barile .

La catastrofe  politico- culturale del Paese è spaventosa .

Che volete che conti la formula di governo che dovrà coprire questa discarica di rifiuti tossici della società e della politica ?

Berlusconi, durante la campagna elettorale in un momento di politico abbandono al sentito dire di alti principi, “promise” la “rivoluzione liberale”. Il Governo del Centrodestra avrebbe dato all’Italia la rivoluzione liberale !

Commovente. Ma la rivoluzione liberale, la rivolta liberale, per essere più chiari, non ce la darà nessuno, tanto meno un governo, quale ne sia la formula. Se non ce la facciamo da noi .

La rivolta liberale è ciò che tutti quelli che non hanno perso l’uso e la fede nella ragione possono e debbono farla. La Rivoluzione, la rivolta non ce la dà nessuno. Possiamo solo avere il coraggio, intanto, di volerla fare .

Il coordinatore Regionale

Legalità Democratica

Avv. Maximiliano Granata

14.03.2018

Da chi è controllata e in che modo è organizzata la macchina del fango ?

In Calabria e nella città di Cosenza “Esiste una struttura associativa”, “che lavora nel web con il compito di diffamare con notizie false, il Sindaco Mario Occhiuto, i partiti tradizionali e le istituzioni della Repubblica? Se vero, da chi è controllata e in che modo è organizzata? Di questa preoccupante ipotesi di una macchina del fango costruita ad arte a favore del M5s ne sanno qualcosa gli esponenti calabresi del movimento cinquestelle?

In Calabria sembrerebbe siano stati presentati oltre 500 esposti presso l’autorità giudiziaria, da parte di esponenti del movimento Cinquestelle .

Il coordinatore

Movimento Legalità Democratica

Avv. Maximiliano Granata

13.03.2018

Nella città di Cosenza serve chiarezza, diffamazione e falsità portata a sistema .

Basta con la macchina del Fango

Nella città di Cosenza serve chiarezza. Diffamazione e falsità portata a sistema. Impunità per ogni azione compiuta in rete . A breve saranno promossi i relativi atti consequenziali nelle sedi opportune .

L’agone politico è cambiato, così come i mezzi e gli strumenti della comunicazione politica, sempre più pervasi di web, con le relative caratteristiche e peculiarità comunicative.
Qualcuno confonde – evidentemente – la possibilità di creare siti web,pagine amatoriali, profili “fake”, apparentemente goliardici, con la concreta possibilità di impunità e irresponsabilità di ogni genere di azione compiuta in rete.
Una cosa è la goliardia, la satira, la comunicazione politica, il confronto anche aspro e con meno freni e limiti della “comunicazione tradizionale”, ben altra è il superamento del limite per cui la diffamazione e la falsità vengono “portate a sistema”.
Chi scrive su queste pagine, chi ne diffonde i contenuti, è consapevole della loro falsità, cosciente di usare questi siti o profili falsi allo scopo pensato e realizzato di diffamare e diffondere informazioni tendenti solo ad alimentare toni di scontro violento – sia in rete sia fuori.
Chi userà questo materiale, è consapevole che è falso, e delle motivazioni per cui è stato creato e messo in rete. E se ne assume la responsabilità personale come fiancheggiatore.
Nella città di Cosenza serve chiarezza .
A breve saranno promossi i relativi atti consequenziali nelle sedi opportune .

Il Coordinatore Regionale
Legalità Democratica
Avv. Maximiliano Granata
12.03.2018

Legalità Democratica : Stima e solidarietà a Mario Occhiuto .

Le frequentazioni assidue in giornate qualsiasi ed i occasioni speciali del Sen. Nicola Morra nei palazzi di Giustizia .

Iacchite e i diffamatori professionisti all’opera .

Stima e solidarietà a Mario Occhiuto

Mauro Mellini, già componente del CSM, nel suo articolo del 5 Gennaio 2018 cosi scriveva “ Non parliamo poi dei Palazzi di Giustizia, dove, a parte i magistrati e gli avvocati, tanta gente è costretta a recarsi fin troppo spesso ed inutilmente, senza che sia lecito e sensato lambiccarsi il cervello e cercare di lambiccare quello altrui sui motivi di tale frequenza. Questo perché a Cosenza, in Calabria, non c’è (spero che non ci sia) la legge siciliana anticorruzione che affida ai portieri la custodia oltre che dei beni materiali, anche della limpidezza dei rapporti tra cittadini e Pubbliche Amministrazioni. Meno male. Perché altrimenti la frequenza assidua in giornate qualsiasi ed in occasioni speciali di un autorevole personaggio, impreziosito dal laticlavio, il sen. Nicola Morra nei locali del Palazzo di Giustizia, avrebbe dovuto essere oggetto di un circostanziato (si fa per dire) rapporto di uno o più portinai dei vari turni.

Vi è di più di Mario Occhiuto  ho da precisare che, se non avessi verso di lui altri motivi di stima e di considerazione, mi basterebbe il fatto che contro di lui si scatena la rabbia idrofoba di soggetti “i cosidetti diffamatori professionisti all’opera” e strumenti mediatici del genere, come Iacchite, per tributargli la mia stima e la mia solidarietà.

P.S. A parte il ruolo dei portinai e l’istituzionalizzazione dei loro pettegolezzi e magari della rilevanza, in una giustizia del sospetto, dei relativi rapporti istituzionalizzati o no, non sarebbe del tutto fuor di luogo, almeno in attuazione del principio della “par condicio” preelettorale e postelettorale, quantizzare i tempi di permanenza della classe politica negli Uffici Giudiziari. “Par condicio visitatorem”. Che ve ne pare?

Avv. Maximiliano Granata

Coordinatore Regionale

Movimento Legalità Democratica

11.03.2017

L’Avv. Maximiliano Granata, affronteremo a testa alta il giudizio. Già provvedimenti a mio favore dalla Cassazione e dal Tribunale del Riesame.

Affronteremo a testa alta il giudizio: Provvedimenti già annullati dalla Suprema Corte di Cassazione per inutilizzabilità delle intercettazioni e dal Tribunale del Riesame, dove si esclude la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a mio carico .

Affronteremo a testa alta il giudizio anche per cercare di capire quali siano gli elementi a sostegno dell’accusa, anche perchè per come afferma l’Avv. Antonio Ingroia i primi che leggono gli atti facendo un vaglio effettivo sono i giudici del dibattimento. A parte le intercettazioni inutilizzabili per come affermato dalla suprema Corte di Cassazione, già per come in atti, Il Tribunale del Riesame di Catanzaro in sede di rinvio della Corte Suprema di Cassazione, che aveva annullato un opposto provvedimento dello stesso Tribunale del Riesame di rigetto del ricorso, aveva revocato un provvedimento di “sospensione cautelare”  dalla mia carica di Presidente del Consorzio Valle del Crati per un supposto “concorso in sconfinamento scopatorio” nell’abitato di Cosenza di venti o trenta metri.

Tra l’altro il Tribunale del Riesame, entrando nel merito della questione, chiarisce che non puo’ ricondursi a disposizione proveniente da Granata Maximiliano l’attività di spazzamento all’interno degli spazi di pertinenza dell’ Eden Park, nelle sue conclusioni cosi recita “le superiori considerazioni conducono, ad avviso del collegio, a escludere, la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico di Granata Maximiliano, in ordine sia al delitto di abuso d’ufficio, prefigurato dal pubblico ministero nella richiesta di misura cautelare, nonché, e a maggior ragione, del delitto di corruzione per atto contrario ai propri doveri d’ufficio. L’appello va, quindi, accolto, con conseguente annullamento dell’ordinanza del GIP Tribunale di Cosenza  12 Dicembre 2016 e cessazione della misura cautelare della sospensione dall’esercizio di Presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio Valle Crati . Concordo con L’avv. Antonio Ingroia quando dichiara “ sono pressoché inesistenti i casi in cui, davanti alle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, il giudice dell’udienza preliminare emetta sentenza di non luogo a provvedere. Così come sono sostanzialmente inesistenti i casi in cui i giudici non accolgano l’archiviazione dei pm. I provvedimenti sono sovrapponibili. L’udienza preliminare, da “filtro” per evitare dibattimenti inutili, si è trasformata in un mero passaggio obbligato dall’esito scontato. A tal punto che sta prendendo piede la prassi difensiva di richiedere il giudizio immediato e saltare un passaggio che in concreto si rivela inutile prima del processo.

Avv. Maximiliano Granata

1.03.2018

Il Presidente del Consorzio Valle Crati richiede una relazione sulla gestione attuale della depurazione.

Il Presidente del Consorzio Valle Crati ha richiesto all’Autorità Giudiziaria una relazione sulla gestione attuale dell’impianto consortile di Coda di Volpe . L’assemblea Consortile dei Sindaci ha manifestato preoccupazione su come vengono trattati i reflui .

Con una  lettera inviata, giorno 27 C.M.,al Custode Giudiziario Dr. Andrea Manna e per conoscenza al GIP Giuseppe Greco, al PM Dr. Giuseppe Cozzolino e al signor Prefetto di Cosenza, ha evidenziato , in virtù del provvedimento di sequestro del GIP presso il Tribunale di Cosenza Dott. Giuseppe Greco e della contestuale individuazione di un custode/amministratore giudiziario, l’incarico di gestione dell’impianto di depurazione consortile risulta demandato esclusivamente al Dr. Andrea Manna, già Presidente del Consorzio Valle Crati dal 6 Settembre 2017 al 18 Ottobre 2017. Sempre alla luce del predetto provvedimento, lo stesso Dr. Andrea Manna, è stato autorizzato ad istituire rapporti di lavoro subordinato e ad avvalersi di ausiliari nonché a compiere tutti gli atti resi necessari all’esecuzione del predetto incarico. Tengo a precisare che il summenzionato GIP Dott. Giuseppe Greco oltre a chiarire dettagliatamente le mansioni spettanti al Dott. Andrea Manna nell’esercizio delle sue funzioni di custode/amministratore giudiziario ha anche esplicitamente disposto che l’incarico di gestione/amministrazione dell’impianto di depurazione consortile deve essere svolto dal Dott. Andrea Manna “sotto la di lui responsabilità”.

In qualità di Ente proprietario dell’impianto ho rinnovato la richiesta al custode e all’autorità giudiziaria, di conoscere mediante apposita relazione lo stato della gestione attuale dell’impianto consortile .

Ciò anche in virtù della riunione dell’Assemblea Consortile del dei Sindaci del 15.2.2018, dove gli stessi Sindaci hanno manifestato preoccupazione su come attualmente vengono trattati i reflui che affluiscono al depuratore, affinchè si garantisca che le attività non provochino inquinamento e anche dalle risultanze nell’incontro tenutosi tra il Consorzio Valle Crati e le Organizzazioni Sindacali, le quali hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione in cui versano i lavoratori impiegati presso l’impianto di depurazione consortile e rispetto alla quale è stato richiesto un incontro urgente innanzi al Prefetto di Cosenza come riferito nel verbale della suddetta riunione.

Il Presidente del Consorzio Valle Crati

Avv. Maximiliano Granata

27.02.2018

Il Presidente del Consorzio Valle Crati Avv. Maximiliano Granata incontra i Sindacati .

 

Il Presidente del Consorzio Valle Crati  chiarisce ai Sindacati : “ La gestione dell’Impianto di Depurazione è affidata al custode amministratore Dr. Andrea Manna, sotto la sua responsabilità, senza causare alcuna interruzione del servizio e sotto il controllo dell’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento,Il GIP Dr. Giuseppe Greco .

Incontro, in data odierna 26 C.M., tra il Consorzio Valle Crati e le O.O.S.S. rappresentanti dei lavoratori impiegati presso l’impianto di depurazione consortile. Si sono riuniti presso i locali del Consorzio Valle Crati

I Sindacati la sign.ra Frana Sciolino ed il sig. Luigi De Rose, in rappresentanza della CGIL; il sig. Gianluca Campolongo, in rappresentanza della CISL; il sig. Antonio Aceto, in rappresentanza della FIADEL; il sig. Mario Li Trenta in rappresentanza della UILtrasporti; i Sigg.ri Gaetano Pignataro e Giancarlo Ferraro, in rappresentanza della UGL

in rappresentanza del Consorzio Valle Crati :

l’Avv. Maximiliano Granata, in qualità di Presidente e l’Ing. Pasquale Russo, in qualità di responsabile dell’ufficio tecnico .

 

Il Presidente del Consorzio Valle Crati, il quale dichiara di aver convocato nell’immediato l’odierno incontro poiché i Sindacati hanno manifestato preoccupazione per la sussistenza di un malcontento tra i lavoratori sull’impianto di depurazione consortile in seguito al sequestro del medesimo impianto ed all’applicazione delle misure cautelari a carico del Direttore di Cantiere e di alcuni lavoratori dell’impianto ad opera della Procura della Repubblica di Cosenza; pertanto era giusto sentire le posizioni dei predetti sindacati .

Le Organizzazioni sindacali, in virtù di quanto appreso dai lavoratori, riferiscono al presidente che sussiste poca chiarezza sull’attuale gestione organizzativa dell’impianto di depurazione consortile e ciò determina una situazione di disagio tra i lavoratori .

Il Presidente del Consorzio Valle Crati, in risposta a  quanto affermato dai sindacati , fa presente, come già dichiarato in seno all’Assemblea dei Sindaci del 15/02/2018, che è tornato in carica lo scorso 5 Dicembre 2017 dopo un incauto provvedimento giudiziario di sospensione, annullato dalla Suprema Corte di Cassazione e successivamente dal tribunale del Riesame di Catanzaro . Al suo ritorno lo stesso ha trovato una situazione di ingovernabilità, venutasi a determinare in conseguenza del predetto provvedimento giudiziario, che potrebbe causare la perdita del finanziamento riconosciuto con Delibera CIPE n. 60/2012 con consequenziali danni a carico dei Comuni in forza dell’infrazione comunitaria le cui sanzioni saranno già irrogate  a partire dal prossimo mese di Giugno 2018 .

Il Presidente ha evidenziato che il GIP Giuseppe Greco che ha emanato il provvedimento di sequestro ha contestualmente  nominato un custode giudiziario Dott. Andrea Manna che tra l’altro per un periodo di tempo ha ricoperto l’incarico di Presidente del Consorzio Valle Crati nel 2017 e a cui dal medesimo GIP sono state attribuite le funzioni di gestione e di amministrazione diretta dell’impianto di depurazione consortile, sotto la di lui responsabilità, senza causare alcuna interruzione e  per come specificato nel provvedimento giudiziario.

Successivamente, per come dichiarato nell’assemblea consortile dei Sindaci del 15/02/2018, il Presidente manifesta anche ai Sindacati preoccupazione su come attualmente vengano trattati i reflui che affluiscono al depuratore affinchè si garantisca che le attività attualmente in essere non provochino inquinamento, per come da provvedimento dell’autorità giudiziaria .

Dal canto loro le organizzazioni sindacali, preso atto della difficile situazione dei lavoratori all’interno dell’impianto di depurazione consortile ed anche in virtù del fatto che per il prossimo 31 marzo è prevista la scadenza del contratto di gestione e manutenzione chiederanno a sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza Dott. Tomao di essere convocati, congiuntamente al Consorzio Valle Crati, all’Amministratore Giudiziario ed al soggetto gestore Geko s.p.a. al fine di trovare una soluzione alle problematiche sopra rilevate.

 

Il Presidente del Consorzio Valle Crati

Avv. Maximiliano Granata

26.02.2018