Incredibile ! Occhiuto sarebbe un truffatore. Ma basta ! Fatelo lavorare !

Mario Occhiuto

Incredibile ! Occhiuto sarebbe un truffatore . Ma basta ! Fatelo lavorare !

Le indagini a carico di Mario Occhiuto sul caso Cirò inducono alcune immediate brevi riflessioni :

Nel nostro paese è scarsa la letteratura sulla patologia giudiziaria. Una scarsezza che può apparire, quando non ne è sconcia copertura, in contrasto con la gravità del deterioramento del diritto e della sua realizzazione con la funzione giudiziaria . Non pretendo qui riassumere quelli che sono stati i tentativi con cui, pur nell’inadeguatezza delle capacità professionali di illustri giuristi, si è cercato di aprire un discorso di studio e del diritto sotto il profilo della loro dilagante patologia . I principi fondamentali delle garanzie costituzionali, della civiltà del processo penale sono stati “aggirati” con una costante interpretazione riduttiva degli effetti: calpestati e sostituiti con il mito dell’efficacia. Efficacia di “lotta”, capacità di danneggiare il “nemico”, anche a costo di non risparmiare gli innocenti ed i loro diritti . Le leggi, nuove leggi, spesso vengono “invocate” dai giudici a sostegno degli abusi di fatto che alcune giurisdizioni praticano già per i loro disegni e “strategie” di lotta . Nel frattempo ho tra le mani un articolo di un quotidiano in cui apprendo di indagini a carico di Mario Occhiuto, reo di aver denunciato e licenziato il suo ex segretario . Incredibile ! Occhiuto sarebbe un truffatore . Ma basta ! Fatelo lavorare !

Iacchite’ : Intervenga il Procuratore Mario Spagnuolo, condotte persecutorie .

Tribunale di Cosenza

Iacchitè : Intervenga il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Cosenza, Dr. Mario Spagnuolo, terza denuncia presentata all’autorita’ giudiziaria, condotte persecutorie.

Da oltre quattro anni, prima  il giornale “La provincia cosentina” e poi un sito denominato Iacchitè gestito da diffamatori professionisti, al di fuori di qualsivoglia esercizio lecito del diritto di critica – non potendo certo parlare del diritto di cronaca – in quanto vi è’ una gratuita aggressione al sindaco della città di Cosenza e al sottoscritto nella mia qualità di Presidente del Consorzio Valle Crati, infamante ed umiliante, travalicandosi palesemente il legittimo limite del dissenso sulle legittime iniziative amministrative poste in essere dal Comune di Cosenza e dal Consorzio Valle Crati. In pochi mesi ho presentato tre denunce alla Procura della Repubblica che delineano un chiaro quadro di diffamazione reiterata e continua e che delineano vere e proprie condotte persecutorie. Come mai già con le varie condanne in primo grado e gli oltre 150 procedimenti a carico di Iacchite’, la Procura della Repubblica di Cosenza non interviene in maniera adeguata .

Caro Gratteri, altro che morsa sulla pubblica amministrazione, qui ci sono solo eroi.

Nicola Gratteri Tropea Festival leggere e scrivere

Movimento per la difesa dei Sindaci e amministratori calabresi. #adessoscendiamoinpiazza

Granata (Legalità Democratica) : Caro Gratteri io difendo le libere istituzioni. Altro che morsa sulla pubblica amministrazione, i Sindaci, gli amministratori pubblici e i Dirigenti della pubblica amministrazione sono degli eroi . Basta con l’arbitrarietà del magistero penale .

In risposta alla nota del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri che fa seguito all’incontro conclusivo del Festival Leggere&Scrivere, in merito ad alcune considerazioni sulla pubblica amministrazione,  vorrei fare alcune precisazioni :

Caro Nicola Gratteri troppi casi di giustizia ingiusta che uccidono l’economia giudiziaria. Iniziamo a parlare dei clamorosi errori giudiziari in Calabria. Altro che morsa sulla pubblica amministrazione, i Sindaci, gli amministratori pubblici e i Dirigenti della pubblica amministrazione sono degli eroi in Calabria.

Vorrei fare alcune precisazioni di carattere giuridico:

Esiste il  principio implica che nessun fatto sia punibile se non in forza di una legge preesistente che chiaramente la definisca come reato, che cioè contiene in sè il principio della chiarezza, è puntualmente violato con la creazione di fattispecie “aperte”, “apparenti”, grossolanamente ed inconcludentemente abborracciate. Cio’ implica ed impone di per se l’arbitrarietà del magistero penale . Le leggi, le nuove leggi, spesso vengono “invocate” dai giudici a sostegno degli abusi di fatto che alcune giurisdizioni praticano già per i loro disegni e “strategie” di lotta .

Un’analisi puntuale, coraggiosa e senza reticenza dei “casi” di giustizia ingiusta è quindi attività che si traduce anche in difesa dei principi fondamentali dello Stato libero e democratico. E’ con tale attività di puntuale e, magari, puntiglioso studio ed analisi e di denunzia delle patologie giudiziarie che si fa seriamente la battaglia non solo per la Giustizia Giusta, ma per quella della difesa delle libere istituzioni nel loro globale ed inscindibile complesso. E che si distingue dalle vaghe predicazioni di certi profeti di sé stessi comodamente scambiati per innovatori, di nostra conoscenza ed esperienza.”

  Il Presidente

 Associazione Legalità Democratica

 Avv. Maximiliano Granata

Cs 08.10.2018

(Legalità Democratica) : Magistratura penale invasiva, basta con la tesi della giustizia nazista.

Maximiliano Granata e Mauro Mellini

Granata (Legalità Democratica) : Magistratura penale invasiva, basta con le tesi della giustizia nazista.

In questo mese presenteremo una memoria al Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Catanzaro Dr. Otello Lupacchini, al Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Reggio Calabria,  al Procuratore Generale della Repubblica presso la Suprema Corte di Cassazione di Roma, al Ministro della Giustizia, al Ministero della Giustizia Ispettorato Generale, sull’arbitrarietà del magistero penale . L’associazione Legalità Democratica invierà uno studio sugli errori  giudiziari posti in essere dall’Autorità Giudiziaria . Esiste il  principio implica che nessun fatto sia punibile se non in forza di una legge preesistente che chiaramente la definisca come reato, che cioè contiene in sè il principio della chiarezza, è puntualmente violato con la creazione di fattispecie “aperte”, “apparenti”, grossolanamente ed inconcludentemente abborracciate. Cio’ implica ed impone di per se l’arbitrarietà del magistero penale . Le leggi, le nuove leggi, spesso vengono “invocate” dai giudici a sostegno degli abusi di fatto che alcune giurisdizioni praticano già per i loro disegni e “strategie” di lotta .

Poi, magari a distanza di decenni ti ritrovi ad evocare i rimasugli di ciò che hai dovuto apprendere per meglio comprendere l’incombente attualità di “questioni del mestiere”. Così trattando oggi il delicato e gravissimo problema dell’invasività della giurisdizione penale nell’ambito di altri poteri dello Stato, mi accade di richiamare alla memoria il detto di un giurista medievale, che, nella disputa tra Regalisti e Curialisti (i ghibellini ed i guelfi del diritto) scrisse: “Dominus Papa, ratione peccati, intromittit se de omnibus” (il Signor Papa, con la scusa del peccato si impiccia di tutto), tanto per usare un linguaggio alla buona.”

“Oggi “Intromittunt se de omnibus”, si impicciano di tutto, i P.M. ed i Giudici penali. Perseguire i reati, veri o immaginari è la chiave per l’accesso all’esercizio, di fatto, del potere esecutivo e della stessa “politica”. Oggi “Intromittunt se de omnibus”, si impicciano di tutto, i P.M. ed i Giudici penali. Perseguire i reati, veri o immaginari è la chiave per l’accesso all’esercizio, di fatto, del potere esecutivo e della stessa “politica”. Quando, invece, secondo il fondamentale principio della divisione dei poteri, si imporrebbe una netta separazione tra il legislativo, l’esecutivo ed il giudiziario. Una separazione teorizzata due secoli e mezzo fa e realizzata faticosamente con la creazione dello Stato moderno e l’avvento delle libere istituzioni.”

“Assieme all’”intromittere se de omnibus” dei P.M. e dei Giudici Ordinari fiorisce uno strano fenomeno: quello di una “specializzazione”, non nelle funzioni, ma nell’abuso di quegli strumenti che la legge (in verità sempre più sgangherata al riguardo nelle sue “novità”) fornisce agli scalpitanti magistrati “ratione peccati” per perseguire i reati. E poiché nella legislazione criminale ci si accosta sempre più alle tesi che, con una spolverata di retorica democratica e di argomentazioni sociologiche, sono pur sempre quelle della giustizia nazista (punire chi è capace e proclive a commettere un reato senza che debba proprio averlo commesso) lo sbandamento ed il debordare diventa invasione del potere esecutivo e della politica. Ma, abbandonando la “divisione dei poteri” sembra che le diverse istituzioni territoriali giudiziarie si “specializzino”, come dicevamo poc’anzi, nel tipo di utilizzazione distorta, oltre che nella stessa distorsione “dei mezzi giudiziari”.”

“Al momento direi che il culmine della “specializzazione”, quello nell’uso di certi articoli del codice, è raggiunto nel mezzogiorno, dove dei magistrati hanno scoperto le norme del codice di procedura penale che consentono l’interdizione temporanea da funzioni, cariche, professioni, etc. C’è la tendenza ad interdire o ad arrestare, più che una determinata funzione effettivamente connessa col reato la partecipazione alla vita sociale del soggetto. Una punizione anticipata della “capacità a delinquere”. Un’analisi puntuale, coraggiosa e senza reticenza dei “casi” di giustizia ingiusta è quindi attività che si traduce anche in difesa dei principi fondamentali dello Stato libero e democratico. E’ con tale attività di puntuale e, magari, puntiglioso studio ed analisi e di denunzia delle patologie giudiziarie che si fa seriamente la battaglia non solo per la Giustizia Giusta, ma per quella della difesa delle libere istituzioni nel loro globale ed inscindibile complesso. E che si distingue dalle vaghe predicazioni di certi profeti di sé stessi comodamente scambiati per innovatori, di nostra conoscenza ed esperienza .

Il Presidente

Associazione Legalità Democratica

Avv. Maximiliano Granata

Cs 06.10.2018

Mauro Mellini: Il senatore a cui si riferisce è Nicola Morra ?

Mauro Mellini

Mauro Mellini: Il senatore a cui si riferisce è Nicola Morra ?

Alcuni passi di un articolo di Mauro Mellini del 01.10.2018

UN’ALTRA ALLEANZA IN FRANTUMI: QUELLA TRA 5 S. E MAGISTRATI

In una importante Città del Sud, che vanta tradizioni di cultura ed ha visto suoi cittadini onorare importanti ruoli politici, c’è, ad esempio un Senatore del partito grillino che quando non è impegnato a Roma a scaldare il suo seggio a Palazzo Madama, “è di casa” al locale Palazzo di Giustizia, a mendicare attenzione per le sue delazioni contro ogni altro “politico” della Città ed a suggerire inconcepibili (ma talvolta concepibilissime) baggianate pseudo giudiziarie.
Questo signore, apprendo ora, sta facendo carriera. Ed è il classico Cinquestelluto così come lo vuole il peggio del Partito dei Magistrati, secondo lo schema di un partito “antipolitico” in funzione di tirapiedi di una magistratura prevaricatrice e neoforcaiola.

No alla decisione della Regione di delocalizzare l’impianto di San Pietro Lametino nell’area industriale.

 

Maximiliano Granata e Mauro Mellini

No ai privati :  le nuove piattaforme di recupero devono essere pubbliche .

Una società privata propone  di realizzare il nuovo sito chiedendo la  gestione per 20 anni .

Dopo sedici anni di commissariamento del settore dei rifiuti, dopo il continuo ricorso ad ordinanze «contingibili ed urgenti», e soprattutto dopo una montagna di soldi pubblici spesi, in Calabria resta «più che evidente» la «forte dipendenza» dai soggetti privati. E le discariche esistenti sul territorio regionale, quasi tutte private, sono strapiene.

Oltre al trend positivo della raccolta differenziata, sostenuto dalla Regione anche con l’erogazione di finanziamenti concessi ai Comuni con il fondi del Por Calabria 2014-2020, sono in corso di realizzazione 3 delle nuove e moderne piattaforme di recupero previste nella nuova pianificazione regionale a Reggio Calabria, a Rossano e a Catanzaro. Per quelle di Cosenza e Vibo Valentia si sta procedendo alla scelta del sito di ubicazione con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni comunali.

Bisogna eliminare la forte dipendenza dai soggetti privati nella gestione e programmare la realizzazione di nuove e moderne piattaforme di recupero pubbliche.

La Regione ha deciso di delocalizzare l’impianto di San Pietro Lametino spostandolo di circa cento metri da dove si trova. La misura rientra nel piano della Cittadella regionale e che prevede per Lamezia la costruzione di una nuova struttura a ridosso del depuratore, accompagnato da un nuovo impianto da realizzare nell’area di Vibo Valentia . Decisione sbagliata perché al contrario con l’ammodernamento dell’attuale impianto rispetto a un’ eventuale delocalizzazione e trattando i rifiuti del solo Aro Lamezia, l’ambito di raccolta ottimale, si raggiungerebbe, invece, una riduzione tariffaria a vantaggio dei cittadini.

Ma i benefici potrebbero aumentare, con un abbattimento della tariffa fino al 17% prevedendo ristrutturazione e ampliamento del sito esistente e facendo convergere i rifiuti provenienti anche dall’area di Vibo, ma rinunciando contestualmente al progetto di avviare gli investimenti previsti nelle due città. E’, in particolare, sull’opera da realizzare a Lamezia che si sono allungate le mire di una società privata che, senza perdere tempo, ha manifestato l’interesse a portare a termine i lavori, chiedendo pero’ come contropartita la gestione dell’impianto per 20 anni .

 

Il Presidente

Associazione Legalità Democratica

Avv. Maximiliano Granata

 

Cs 29.09.2018

Occhiuto risponde ai 5S: Invocano l’intervento della magistratura anche per riaprire una strada .

Mario Occhiuto

Il Sindaco continua per la sua strada, rispondendo ai 5S e agli altri che criticano le ztl decise di recente . In questa città c’è chi invoca l’intervento della magistratura persino per riaprire una strada, chiusa per realizzare un’opera pubblica relativa a un parco urbano e a un sistema di trasporto pubblico. In questa città c’è ancora chi fa cortei a favore del traffico veicolare e contro la realizzazione di un parco e di sistema di mobilità sostenibile. In questa città ci sono quelli che contestano tutto e dicono di voler cambiare il mondo, ma vogliono cambiarlo in macchina non a piedi .

I magistrati fanno un uso politico della giustizia?

Piercamillo Davigo e Nicola Morra

Oggi “Intromittunt se de omnibus”, si impicciano di tutto, i P.M. ed i Giudici penali.

Perseguire i reati, veri o immaginari è la chiave per l’accesso all’esercizio, di fatto, del potere esecutivo e della stessa “politica”.

Quando, invece, secondo il fondamentale principio della divisione dei poteri, si imporrebbe una netta separazione tra il legislativo, l’esecutivo ed il giudiziario. Una separazione teorizzata due secoli e mezzo fa e realizzata faticosamente con la creazione dello Stato moderno e l’avvento delle libere istituzioni.

Assieme all’”intromittere se de omnibus” dei P.M. e dei Giudici Ordinari fiorisce uno strano fenomeno: quello di una “specializzazione”, non nelle funzioni, ma nell’abuso di quegli strumenti che la legge (in verità sempre più sgangherata al riguardo nelle sue “novità”) fornisce agli scalpitanti magistrati “ratione peccati” per perseguire i reati.

E poiché nella legislazione criminale ci si accosta sempre più alle tesi che, con una spolverata di retorica democratica e di argomentazioni sociologiche, sono pur sempre quelle della giustizia nazista (punire chi è capace e proclive a commettere un reato senza che debba proprio averlo commesso) lo sbandamento ed il debordare diventa invasione del potere esecutivo e della politica. Ma, abbandonando la “divisione dei poteri” sembra che le diverse istituzioni territoriali giudiziarie si “specializzino”, come dicevamo poc’anzi, nel tipo di utilizzazione distorta, oltre che nella stessa distorsione “dei mezzi giudiziari”.

Prima le dichiarazioni del presidente dell’Anm Camillo Davigo, poi il caso Piergiorgio Morosini hanno fatto tornare d’attualità nel dibattito politico il tema della politicizzazione della magistratura.

Nella sua analisi, Giovanni Fiandaca ,aveva colto il centro nevralgico del problema: “La discrezionalità, a seconda dei casi più o meno ampia, inevitabilmente connessa all’interpretazione giudiziaria, funge infatti da porta di ingresso per un insieme eterogeneo di fattori di condizionamento di natura ‘extra-legale’: fattori che vanno dagli orientamenti politico-culturali della corrente di appartenenza al sistema personale di valori, alla fede politica e alla sensibilità del singolo magistrato. Ora, una libertà interpretativa influenzata da opzioni di valore è stata consapevolmente teorizzata da una corrente come Magistratura democratica, che non a caso è quella che si è tradizionalmente distinta rispetto alle altre correnti per una maggiore capacità di elaborazione culturale. E la spiccata attenzione per le valenze politiche dell’attività giurisdizionale ha, contemporaneamente, alimentato forme di proiezione pubblica e di militanza extra-giudiziale così esplicite, anche sul piano dell’esposizione mediatica, da trasformare il magistrato in uno degli attori politici che occupano la scena pubblica”.

Dinosauri: Occhiuto replica a Morra, polemica mediatica inutile nonchè la solita figuraccia personale.

Nicola Morra

L’Amministrazione comunale replica al senatore del M5S Nicola Morra. La mostra sui dinosauri rientra nel progetto Festival Invasioni, annualità 2018, cofinanziato dalla Regione Calabria, nell’ambito dell’avviso pubblico “Selezione e finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria. Annualità 2018. Azione 1 A – PAC Calabria 2014-2020”.

 Occhiuto: «Si lavora per la crescita della citt໫Il senatore Morra – evidenzia su tutto il sindaco Mario Occhiuto – anziché svolgere la sua attività parlamentare indirizzandola al servizio degli italiani e dunque di problematiche più stringenti, insiste nell’ossessivo tentativo di screditamento dell’Amministrazione comunale di Cosenza. Ciò che rimedia è però soltanto puntualmente una inutile polemica mediatica nonché la solita figuraccia personale. Gli atti (e i fatti) parlano chiaro: da un lato c’è chi lavora per la crescita della città di Cosenza. Dall’altro chi spreca il suo tempo provando a frenare questo processo».

Granata (Lega): Piena condivisone alla linea dell’On. Furgiuele .

Vincenzo Granata consigliere comunale Lega
Città di Cosenza
Piena condivisione e sostegno alla linea politica del Segretario Regionale della Lega On. Domenico Furgiuele

In qualità di primo consigliere comunale di una città capoluogo di provincia,nella Regione Calabria, “ad aver aderito alla Lega” esprimo piena condivisione al documento Gazzetta del Sud di oggi – dell’On. Domenico Furgiuele,segretario regionale della Lega,quando parla di valori condivisi e che servono bravi amministratori alla guida della Regione.

Vincenzo Granata
Consigliere comunale Lega
Città di Cosenza